Buoni e Cattivi

Pericolo: agenzie di comunicazione da incubo!

27/01/2015
Pericolo: agenzie di comunicazione da incubo

Questo sarà un post piuttosto breve, solo per farti una domanda e poi metterti in guardia.

Sai che in giro ci sono agenzie di comunicazione “da incubo”?

Prendo spunto dal celebre programma “Cucine da Incubo” di Gordon Ramsay ed entro in una palude.

L’argomento è scomodo e potrebbe regalarmi l’odio di qualche contestatore, ma non fa niente perché sono contenta se riesco a metterti in guardia e a proteggerti almeno un po’ da certi problemi con la comunicazione online e su Facebook in particolare.

Facciamo un passo indietro: oltre a dire parolacce, cosa fa Gordon nel suo programma? Va in un ristorante. assaggia i piatti che gli propongono e di solito fa un cazziatone allo staff dopo aver trovato mille difetti al locale, al servizio e al cibo.

Gordon, prima di aiutare il ristorante a rimettersi in piedi, fa una cosa molto semplice, ovvero si mette nei panni del cliente. Ecco, immagina per un attimo che al posto del famoso cuoco ci sia io, almeno fino alla parte del “mettersi nei panni del cliente”, cioè tu.

Alcuni giorni fa mi sono immedesimata in chi cerca servizi di social media marketing a Forlì, chiedendo a Google di mostrarmi i risultati per “agenzia di comunicazione Forlì”. Ok, era anche tenere d’occhio la concorrenza, lo ammetto. In ogni caso non mi aspettavo di fare una scoperta agghiacciante:

ho trovato un’agenzia forlivese che su Facebook usa un profilo privato al posto della pagina fan!

Questa è una cosa grave? Sì, lo è.

 

Il pericolo nascosto dietro al profilo privato per l’azienda

Mettiamo di avere a che fare con un’azienda qualsiasi con un profilo privato: questo significa che non rispetta una regola base di Facebook, ovvero

attività = pagina fan, persona = profilo privato.

 

La nostra azienda qualsiasi (spero non la tua…) rischia grosso perché:

  • se va bene, fa una figuraccia lanciando il messaggio “non so cosa sto facendo su Facebook e non ho le risorse per assumere qualcuno che mi aiuti”
  • se va male, il profilo viene CANCELLATO senza nessun preavviso e dopo la cancellazione i contatti accumulati come “amici” spariscono nel nulla

Ora, se per la pizzeria o il negozio di abbigliamento il profilo privato su Facebook è una brutta cosa, per un’agenzia di comunicazione è inaccettabile perché significa ignorare il corretto uso di strumenti base. E ignorare il corretto uso di strumenti base in questo caso significa mettere in pericolo la reputazione, il lavoro online e i soldi dei clienti!

Nell’esempio di Gordon Ramsay e le cucine da incubo è un po’ come se l’agenzia di comunicazione/ristorante avesse i topi che se ne vanno in giro tra i fornelli… e non credere che siano come quelli di Ratatouille…

Per rendere ancora meglio l’idea mi viene in mente il medico che ti prescrive una supposta per via orale

Forse c’è qualcosa che non va. Stessa cosa per l’agenzia con il profilo privato su Facebook che ti propone di fare come lei: sei sicuro di voler correre il rischio di perdere la tua buona reputazione, soldi e tempo con la cancellazione del profilo?

Pensaci e, nel caso, scappa alla velocità della luce!

Se questo breve post ti ha messo la pulce nell’orecchio e vuoi saperne di più su buone/cattive pratiche di social media marketing contattami e iscriviti alla newsletter (questa sì che è un’ottima pratica!) 🙂

 

8 Commenti

  • Rispondi Tommaso 10/02/2015 at 13:55

    Beh, se il pericolo è solo questo con tutti i problemi legati al mondo della comunicazione allora va bene. A me sembrava piuttosto molto forte in questo articolo la voglia di parlare di Gordon Ramsay.
    Mia opinione personale ovviamente eh! 😉

    • Rispondi admin 10/02/2015 at 14:26

      Ciao Tommaso,
      confesso che mi sono divertita molto a giocare con questo paragone 🙂 Purotroppo, come immagino saprai anche tu, i problemi nel mondo della comunicazione sono molti di più e piano piano cercherò di scoperchiare il vaso di Pandora… C’è qualche problema che ti piacerebbe affrontare nello specifico? Prometto che non citerò Gordon!

  • Rispondi Tommaso 10/02/2015 at 17:34

    Premessa: non dirigo un’agenzia di comunicazione. Quindi la mia valutazione non è di parte.
    Che sia Facebook, alias Zuckerberg, a mettere dei paletti in un sistema di comunicazione mi sembra poco democratico. La differenza tra un “profilo” e una “pagina” è abissale. Con la pagina non puoi interagire con i tuoi “amici”. La pagina a causa di un algoritmo studiato proprio dal boss di FB viene meno visionata nelle bacheche degli utenti rispetto a quello di un profilo. Certo, uno può dire: bisogna rispettare le regole. E allora ripeto: che le regole le debba decidere uno (il boss di FB) anche se il giocattolino è il suo non lo reputo “democratico” ma solo di “interesse” (il suo). Bella scoperta eh! 😉

    • Rispondi admin 10/02/2015 at 21:24

      Beh Tommaso, Facebook è un’azienda enooorme che ha come scopo quello di fare utili: può non piacere ma è così e se vuoi giocare devi usare i giochi e le regole di Facebook 🙂
      Non dimentichiamo anche un’altra cosa, ovvero che in realtà un’azienda che usa il profilo privato, regole a parte, si preclude l’uso di statistiche e altri strumenti creati apposta per il business… Conviene?

      • Rispondi Tommaso 13/02/2015 at 08:55

        Sì. Conviene. Le statistiche. Dirigo un blog di informazione e so come vengono trattare le statistiche. Ti faccio un esempio. Il primo che mi viene in mente. A Forlì le multe dei T-Red nel 2014 sono calate. I giornali cosa scrivono? “I forlivesi passano meno con il Rosso”. Sbagliato. Nel 2014 un impianto semaforico, rispetto all’anno precedente, non ha funzionato. Cosa scrivono i giornali? Analizzano le statistiche a capocchia. Stesso discorso per gli autovelox. Nel 2014 il Prefetto ha “cassato” gli impianti fissi. Ovviamente le multe sono calate. Cosa scrivono i giornali? “I forlivesi rispettano di più la velocità”. Le statistiche sono una roba seria. E basta vedere le figuracce degli exit-poll in politica. Tornando in topic in effetti ci sono agenzie di comunicazione da incubo ma il problema di Facebook non mi pare prioritario e così sconvolgente. Mia opinione ovviamente… 😉

        • Rispondi admin 16/02/2015 at 14:42

          Certo i numeri si devono saper interpretare, ma qui il punto è: sicuro di voler affidare la tua “traversata” nel mare del Web a qualcuno che non ha idea dell’esistenza della bussola?
          Ovviamente ci sono problemi più importanti nel mondo della comunicazione, non c’è dubbio. Il mio scopo, però, è di dare una mano in modo concreto proprio a chi non ha idea dell’esistenza di certi problemi e magagne 🙂 Non amo la fuffa.

  • Rispondi Cosimo 28/02/2015 at 11:23

    Mi capita spesso di consigliare una migrazione da profilo a pagina. Pur rispettando il punto di vista di Tommaso una cosa da non sottovalutare è l’algoritmo di Google, che pur essendo segretissimo, molti esperti dicono essere influenzato dalle pagine fan, per quanto riguarda i risultati Serp.

    • Rispondi admin 02/03/2015 at 10:33

      Concordo con te Cosimo. Tra l’altro l’ho sperimentato sulla mia pelle con certe parole chiave: spessp arriva prima la pagina Facebook del blog…

    Lascia un Commento