Di Internet e Web

Il Bon Ton dell’Hashtag: 5 regole per evitare brutte figure

28/11/2014
Il Bon Ton dell'Hashtag: 5 regole per evitare brutte figure

A volte, quando mi rilasso al parco o mentre cammino per strada, vengo infastidita dalla maleducazione di alcune persone. Non mi piace quando qualcuno urla, ti urta o sporca buttando a terra cartacce e mozziconi di sigaretta.

Facendo il paragone con i social, allo stesso modo mi sento infastidita quando vedo #hashtag buttati a caso su Twitter, seminati come se non ci fosse un domani su Instagram e, anche se ancora un po’ timidamente, ingolfare status su Facebook.

Cosa siano gli hashtag l’ho spiegato brevemente in occasione del primo post sul #socialquesito, che pure lui è un hashtag, ovvero: una parola chiave preceduta dal cancelletto che serve per ricerche dinamiche sui social network. Inizialmente si sono diffusi su Twitter, arrivando in seguito su altri social come Instagram, Google+, Pinterest Facebook.

La maleducazione 3.0 si può combattere: 5 consigli

Come facciamo per non essere noi i maleducati degli hashtag? Basta usare un po’ di buon senso e seguire alcune, semplici regole. Qui sotto te ne riporto 5.

  1. #NonUnireTanteParoleTutteInsieme. Lo riscrivo: non unire tante parole tutte insieme. Evita di scrivere intere frasi con il cancelletto davanti. Certo, puoi unire più parole avendo l’accortezza di non inserire spazi in mezzo, ma è bene non esagerare. Meglio se usi anche le maiuscole per migliorare la leggibilità e per evitare fraintendimenti.
  2. #Non #Taggare #Ogni #Parola #Della #Frase. Si spiega già da sola, no? Vediamola così: è un po’ come sottolineare tutto un testo, che equivale a non sottolineare niente. Poi si perde il filo del discorso e non è buona cosa.
  3. #Non#Taggare#Tante#Parole#Senza#Spazi. Semplicemente non funziona. Mi è capitato di vedere questa pratica su alcuni account di un’azienda che produce accessori di lusso… Il risultato non sembra professionale ed emerge il fattore “non ho idea di come si usino i social”.
  4. Non sempre è bene cavalcare i trend. Non cercare a tutti i costi di cavalcare un trend inserendo hashtag che non hanno a che fare con te o la tua azienda solo perché popolari. Inserire #RoyalBaby se vendi batterie per automobili forse non è il caso, a meno di essere dei funamboli della parola… Comunque meglio evitare lo stesso.
  5. Non abusare di hashtag descrittivi alla fine del post o dello status. Bastano poche (pochissime) parole chiave per definire l’argomento. Più di due o tre potrebbero causare acidità di stomaco a chi ti segue/legge. Questa regola si può associare alla regola 2, ma la differenza sta nel fattore “indigestione”: anche se presi singolarmente gli hashtag sono buoni, troppi fanno male.

Se terrai a mente queste 5 regolette non dovrai preoccuparti di fare brutte figure online e nemmeno di passare per un improvvisato dei social.

Hai altre regole che vorresti condividere sul Bon Ton dell’hashtag? Scrivile nei commenti e parliamone! In ogni caso grazie per essere arrivato/a fin qui, ci leggiamo al prossimo post o sui social 🙂

Nessun Commento

Lascia un Commento