Buoni e Cattivi

Di chi è la colpa se non apro la tua newsletter?

19/07/2013
Cattivi Esempi #1

Qualche giorno fa, controllando la casella di posta, mi è capitato di ricevere una mail curiosa. Il contenuto della newsletter (ecco l’esatta natura del messaggio) ha fatto nascere in me la domanda che è diventata il titolo di questo post.

Di chi è la colpa se non apro la tua newsletter?

Andiamo con ordine.

Cosa sono le newsletter? Sono delle mail strutturate (in teoria) che ti permettono di comunicare con chi ha deciso di seguirti con costanza e, si spera, con affetto. Dal punto di vista di chi le riceve, sono delle importanti fonti di informazione su un determinato argomento o servizio. Purtroppo a volte l’uso che ne fa chi le invia non è ottimale e lo scivolone è in agguato.

Come dicevo, in questi giorni mi è capitato di ricevere una newsletter che mi ha lasciata un po’ perplessa. Premetto che mi sono iscritta da poco al servizio e che l’argomento mi interessa molto.

Quello che mi fa pensare a un uso non corretto del mezzo è una frase del tipo:

“abbiamo visto che una parte degli iscritti non apre nemmeno le nostre mail. Se sei interessato alla newsletter almeno leggi le prime righe” e qui si parla di un evento online a cadenza abbastanza regolare, “altrimenti puoi sempre disiscriverti e non ricevere più questi lunghi aggiornamenti”.

In soldoni il messaggio è questo. Il tono usato è assolutamente cortese e ricco di faccine sorridenti, ma la lettura mi ha lasciato in bocca un sapore amaro: anche se ho letto la mail, mi sono sentita già colpevole per le volte in cui non lo farò perché a corto di tempo e/o voglia di cliccare su “leggi”.

A questo punto ho iniziato a rimuginare un po’ su mailing list e newsletter, ponendomi un paio di domande.

  • Ma sono proprio io la “colpevole” se non leggo la tua newsletter?
  • Devo fare penitenza perché ho dato per scontato che l’evento sia sempre alla stessa ora in assenza di eventuali cambiamenti specificati nell’oggetto?

Cercando di ricordare quello che spiega anche Alessandra Farabegoli nella sua bella guida su Mailchimp (tra l’altro il servizio usato proprio nel caso che sto raccontando), mi sono auto-risposta.

No.

Non è colpa mia se non leggo la tua newsletter (anche se mi ci sono iscritta): forse va direttamente nella casella spam perché hai impostato male qualcosa.

Non è colpa mia se l’oggetto non mi spinge a cliccare su “leggi”: se ti presenti con un oggetto come “newsletter n° 15” la mia voglia di scoprire quello che hai da dire crolla al livello seminterrato.

Non è colpa mia se il tuo contatore Mailchimp dice che un tot di persone non apre la mail. Questo è fisiologico, bisogna farsene una ragione…

Tutto questo per insinuare il dubbio che forse c’è qualcosa che non va prima dell’invio della tua newsletter, non dopo. Colpevolizzare velatamente chi si è iscritto è una delle vie migliori per perderlo. Almeno è una delle vie migliori per perdere la mia iscrizione: ecco perché questo piccolo caso di studio va “dritto per dritto” (cit. dalla serie “Mario”) nella categoria dei Cattivi Esempi.

 

10 Commenti

  • Rispondi Eleonora 19/07/2013 at 15:38

    Brava, Parole sante!

    • Rispondi admin 19/07/2013 at 15:44

      Grazieeee 😀

  • Rispondi Giuseppe 19/07/2013 at 20:24

    Se una news letter riesce a farti sentire in colpa e a farti porre queste domande, probabilmente il problema c’è e forse lo devi chiedere al tuo analista.
    comunque, visto che ti occupi di comunicazione, vorrei comunicarti che il link alla pagina facebook e al sito di Kiwi non va un cazzo.Per cui comunicativamente, non dai una immagine esaltante.
    Poi le news letter non son tutte belle.
    Ma se ti sei iscritto un motivo ci sarà.
    E se non c’è vai al paragrafo dell’analista.
    La verità credo che sia che forse il vero business del web, sia quello dei consulenti che parlano del business nel web.
    Un ambiente che a distanza di 3 anni puo’ cambiare di 360 gradi. E dire il contrario di ciò che ha detto fino a ppochi minuti prima.
    Il resto è un insieme di fattori, non strettamente determinati dalla volontà di che suggerisce cosa scrivere.
    Però complimenti.
    Bel cappello.
    Comunicativo.

    • Rispondi admin 19/07/2013 at 20:40

      Grazie per il commento e la segnalazione: ho risolto il problema e ora i link funzionano correttamente 🙂

  • Rispondi Daniela 20/07/2013 at 08:04

    Giuseppe, ma sei l’autore della newsletter “incriminata”? Altrimenti non si spiega questa reazione scomposta. Stai sereno 🙂
    Se si desidera essere letti, non si può esordire rivolgendosi al proprio pubblico in tono polemico dicendo “se non ti interessa disiscriviti”. Piuttosto bisognerebbe fare tesoro delle statistiche di lettura (e non lettura) per migliorarsi.
    La prima regola della comunicazione è catturare l’attenzione e poi mantenerla, ricordandosi comunque che – come ci insegna Pennac – uno dei diritti del lettore è quello di non leggere.

    P.S. Brava Marina per la risposta di classe. È proprio il caso di dire: chapeau 😀

    • Rispondi admin 20/07/2013 at 08:15

      Ciao Daniela 🙂 Grazie per il bellissimo commento: concordo con quello che dici e adoro la citazione di Pennac sul diritto del lettore.
      Da ora in poi sarò la “blogger con cappello” XD

  • Rispondi Leo 20/07/2013 at 09:17

    Giuseppe appartiene a quella specie che si alimenta vendendo aria fritta.
    Non tromba e ce l’ha con le donne.

    PS.: Newsletter si scrive attaccato !!

    • Rispondi admin 22/07/2013 at 12:23

      L’aria fritta mi fa ingrassare, per questo la evito 😛
      Grazie per il commento!

  • Rispondi Pretty Heron 20/07/2013 at 21:36

    Tanto di cappello, Marina 😉
    Diritto di iscriversi a una newsletter e leggerla quando e se ci va. W Pennac!

    • Rispondi admin 22/07/2013 at 12:21

      😀 Grazie Pretty Heron! Sì, assolutamente e W Pennac!

    Lascia un Commento